Immerso nella Sila Greca, in provincia di Cosenza, Longobucco è tra i Borghi d'Eccellenza da scoprire a passo lento. Qui sono rimaste intatte alcune delle più antiche tradizioni calabresi.

La sua storia si intreccia a quella delle sue miniere da cui proveniva la maggior parte dell’argento per la coniazione delle monete ed altri manufatti. Alcuni oggetti sono oggi conservati presso la Chiesa matrice del borgo e all’interno del Museo dell’Artigianato e della Difesa del suolo. Un sentiero escursionistico, la “Via delle Miniere”, ripercorre la vita delle antiche cave minerarie, corredato di pannelli illustrativi che spiegano il processo di estrazione.

Altra attività fiorente a Longobucco è stata ed è tuttora la tessitura con telaio a mano. Copriletti, arazzi ed altri indumenti sono intrecciati attraverso una particolare lavorazione propria di Longobucco in cui non ci si limita a disegnare il ricamo ma lo si intesse rendendolo parte del tessuto stesso.

Manufatti argentei e derivanti dal lavoro di tessitura, si possono ammirare all’interno del Museo dell’Artigianato silano e della Difesa del suolo che custodisce l’intera memoria storica e culturale del borgo: dai fossili rinvenuti sul territorio fino ad oggetti di estrazione mineraria, dalle lavorazioni in pietra alle testimonianze del primo e secondo dopoguerra quando, proprio a Longobucco, sorse uno dei primi cinema della Calabria. All’interno si trovano anche due motociclette “Parilla” del 1959 donate al comune dalla famiglia Parrilla, fondatrice della casa motociclistica. Altra sezione importante del museo è dedicata al brigantaggio. A Longobucco vissero molti briganti, non semplici banditi ma attivi combattenti contro lo strapotere nobiliare e in favore della popolazione povera.

Matrice di Longobucco è la Chiesa Santa Maria dell’Assunta, un gioiello architettonico risalente al XII secolo. All’interno, lo sguardo si perde nella meraviglia delle volte, degli affreschi e dell’altare in marmi policromi. Vicina ma distaccata, la Torre Normanna diventata il campanile della chiesa. Detto, U Pupulu eru Campanaru, svetta sull’intero borgo.

Una storia a cui i longobucchesi sono ancora fortemente legati e a cui dedicano lunghi poemi che si incontrano camminando tra i vicoli, le vinedde, del borgo. Qui, fra piatti caldi e bicchieri di vino, le fredde sere si passano ancora insieme, nel tepore dell’amicizia.

Nei pressi di Longobucco:

  • Lago Cecita - Parco Nazionale della Sila
  • San Giovanni in Fiore
  • Acri