L'Abbazia Florense si trova a San Giovanni in Fiore sui monti del Parco Nazionale della Sila.
Fondata dall’Abate Gioacchino da Fiore e dedicata a San Giovanni Evangelista, la prima Abbazia risale alla fine del 1100 nella località chiamata Iure Vetere a 5km dall’odierna città. Distrutta da un incendio, l’Ordine Florense riedificò l’Abbazia nel 1215 in località “Fiore Nuovo”.
Il simbolo del Fiore è significativo nel pensiero gioachimita: in natura, il fiore non è ancora il frutto ma la speranza del frutto. I monaci Florensi dovevano annunciare la nuova età del tempo che andasse oltre la paura della morte. Fiore, per la simbologia florense, sta per Nazareth il luogo dell’annuncio. Lo stesso Abate Gioacchino, nella lettera testamentaria, si firmò Abate di Fiore.
L’imponente architettura è di impronta romanica a croce latina ma nel corso dei secoli ha subito rimaneggiamenti. Il più significativo è il ritocco Barocco dell’altare, opera del maestro di arte lignea Giovanbattista Altomare, di Rogliano. Va a contrastare il resto dell’Abbazia con le pareti di nuda pietra come indicato dall’Abate Gioacchino che trovava nella semplicità la ricchezza di spirito.
Dell'ingresso originale rimane solo il portale in pietra calcarea finemente lavorata su cui campeggia il foro con un anello interno ed uno esterno più sporgente in pietra lavorata.
La navata laterale ospita la mostra permanente delle tavole del “Liber Figurarum”, le immagini realizzate dallo stesso Gioacchino da Fiore per esprimere e spiegare la sua teologia.
Dall’interno dell’Abbazia si accede al Museo Demologico dell’economia, del lavoro e della storia sociale silana. Al piano superiore è invece allocato il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti presieduto da Giuseppe Riccardo Succurro, si occupa di divulgare le opere dell’Abate Gioacchino in tutto il mondo.
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