Il Ponte del Diavolo a Civita, in Calabria, sorge sospeso a 260 metri d’altezza sulla parte bassa del torrente Raganello. Si tratta di un ponte costruito ad arcata unita “a dorso d’asino”, utilizzato come collegamento tra l’alto Ionio e i monti della catena del Pollino e di avvistamento.

Già in epoca romana, il luogo in cui sorge l’odierno ponte, era utilizzato per attraversare l’Acalandros, il Raganello. La struttura ha ricevuto nel corso dei secoli numerosi interventi di restauro, nonché l’intera ricostruzione in seguito ai sismi che lo distrussero. 

Il nome deriva da una leggenda secondo cui sarebbe stato un proprietario terriero a chiedere al Diavolo di edificare un ponte sul torrente. Il Diavolo accettò e costruì il ponte in una notte chiedendo in cambio l’anima del primo essere umano che lo avesse attraversato. Eretto il ponte, l’uomo lo fece attraversare ad una pecora. Il Diavolo, sentendosi ingannato, cercò allora di distruggerlo ma non ci riuscì perché la sua stessa opera era talmente perfetta che non poteva essere distrutta neanche da lui. 

Tante sono le leggende legate a questo tipo di costruzioni, tutte narrano storie molto simili tra loro per sottolineare l’ingegno architettonico alla base della costruzione.

Una piccola curiosità: esistono altri “ponti del diavolo” in Italia a Lucca, Cividale del Friuli (UD), Bobbio (PC), Torcello (VE), Lanzo (TO).

Altro da esplorare:

  • Santuario di Santa Maria delle Armi - Cerchiara di Calabria
  • Chiesa di rito greco-bizantino San Giovanni - Acquaformosa
  • Museo delle Icone e della tradizione bizantina - Frascineto